"Confido nella speranza, Jorge Luis Borges, |
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Tango, che fosti e sarai
La
musica di un Paese che diventa messaggio universale, un modo di essere, di pensare,
di agire, di muoversi che varca i confini degli uomini e si fa mondo. Una danza
unica per l'inventiva e la complessità, ma anche per la fisicità e l'erotismo
che scatena, una musica miscuglio di generi e correnti ma con una fortissima
identità. Il tango sa ammaliare, con la sua energia ma anche con la sua sottile
malinconia derivata dalla precarietà degli "uomini limitrofi", come Cátulo Castillo,
uno dei più celebri parolieri, definì la gente di periferia. La musica di Buenos
Aires nasce verso il 1880 nei sobborghi della capitale nel corso di un irripetibile
processo di inurbamento. A dare origine a un genere che ancor oggi è fonte di
continua scoperta," i contadini nomadi, i gauchos decaduti e gli europei della
cosiddetta alluvione migratoria", come scrive Meri Lao nel suo T come
Tango. Un mondo ai margini, meticcio, un mondo aggregato dalle note
di un violino, di un bandonéon, strumento arrivato in nave dalla Germania, la
sua terra d'origine. Tango si chiamerà quella musica che scuote le membra, una
parola che viene da lontano, forse da "tambor", l'immancabile tamburo della
cultura nera, o da Shangó, dio della tempesta e della folgore che estese il
suo dominio sulla danza. A Buenos Aires, alla fine del secolo scorso, un abitante
su due è di origine italiana: i liguri si insediano a sud, alla foce del Plata,
nel quartiere La Boca, fatto di case basse e colorate, mentre i siciliani creano
una nuova Palermo più a nord. Con loro arrivano modi di dire e melodie, nasce
e si fortifica il lunfardo, il gergo dei bassifondi, si ricostruisce
la vita, si restaura l'identità culturale. Assieme ai traffici e alla malavita
si insediano e formano però anche musicisti di valore assoluto, poeti e verseggiatori,
cantanti come Carlos Gardel, Charlo, Ignacio Corsini, Augustin Magaldi, ballerini
leggendari, come Tetè e Pepito. il tango lancia il suo messaggio in bottiglia,
raccolto ormai da un secolo sulle spiagge del pianeta e destinato a mettere
in moto le gambe e il cuore di migliaia di persone. Oggi come allora.